Camminare a passo svelto, andare in bicicletta, nuotare, fare giardinaggio. Sono gesti semplici che, ripetuti per almeno 2-3 ore a settimana di attività moderata come raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, mettono in moto un meccanismo virtuoso. Durante l'esercizio moderato il cuore pompa più sangue, la frequenza respiratoria aumenta e i muscoli responsabili della ventilazione, a partire dal diaframma, lavorano in modo più intenso. Con il tempo diventano più forti ed efficienti, proprio come accade a qualunque altro muscolo allenato. Migliorano anche gli scambi gassosi a livello degli alveoli, perché un sistema cardiovascolare allenato trasporta meglio l'ossigeno ai tessuti.
Per chi convive con una malattia respiratoria cronica come la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva o l'Asma, il movimento assume un valore ancora più importante. Quando respirare costa fatica, è naturale ridurre l'attività per evitare la dispnea. Questa scelta, comprensibile, alla lunga peggiora la situazione: l'inattività fisica è associata a un declino accelerato della funzione polmonare, la massa muscolare cala e ogni gesto quotidiano diventa più pesante. Le evidenze raccolte negli ultimi anni mostrano che mantenersi attivi rallenta questo declino, riduce la frequenza delle riacutizzazioni e migliora la qualità della vita. Le principali linee guida internazionali, dal Global Initiative for Asthma (GINA) al Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD), riconoscono oggi l'attività fisica come un elemento terapeutico da integrare insieme ai farmaci e ai programmi di riabilitazione respiratoria.
C'è poi un beneficio meno visibile ma altrettanto rilevante. L'esercizio regolare produce effetti immunoprotettivi, migliora la sorveglianza delle cellule immunitarie e riduce l'infiammazione cronica, due fattori che contano molto quando le vie aeree sono già vulnerabili. Diversi studi hanno osservato che le persone fisicamente attive si ammalano meno spesso di infezioni respiratorie acute e, quando si ammalano, tendono ad avere decorsi più lievi.
L'intensità giusta è quella moderata: quella che fa accelerare un po' il respiro senza toglierlo. Per chi ha una patologia respiratoria, prima di iniziare un nuovo percorso di movimento è sempre opportuno confrontarsi con il proprio pneumologo, così da costruire un programma su misura, eventualmente con il supporto di un fisioterapista respiratorio. Anche pochi minuti al giorno, all'inizio, sono già un passo nella direzione giusta. Il corpo si adatta, il respiro segue.
La Redazione

