Dietro queste cifre ci sono malattie un tempo temute che oggi sono diventate rare, ricoveri evitati, famiglie risparmiate dal dolore. Il lavoro e l’impegno, però, sono tutt'altro che conclusi e ci sono ancora milioni di persone che restano fuori da una protezione che potrebbe cambiare la loro vita.

Per chi convive con una malattia respiratoria cronica come BPCO, Asma, Bronchiettasie o Malattie interstiziali, la prevenzione vaccinale assume un valore ancora più concreto. Le vie aeree già fragili rispondono in modo amplificato alle infezioni respiratorie e basta un'influenza stagionale o una polmonite per scatenare una riacutizzazione, con il rischio di ospedalizzazione e di un peggioramento durevole della funzione polmonare. Il documento congiunto delle Società scientifiche AIPO-ITS/ETS, SIMIT, SIP/IRS, SItI sottolinea che la vaccinazione, oltre a ridurre il rischio di infezioni gravi, aiuta a prevenire le riacutizzazioni, a stabilizzare la funzionalità polmonare, a contenere i ricoveri e a diminuire la mortalità. Tra le immunizzazioni considerate prioritarie per chi ha una patologia respiratoria troviamo quelle contro influenza, SARS-CoV-2, pneumococco, virus respiratorio sinciziale e virus della varicella-zoster.

Il virus respiratorio sinciziale, in particolare, ha attirato l'attenzione negli ultimi anni. In Europa è responsabile ogni anno di circa tre milioni di casi tra gli over 60, con oltre 270.000 ricoveri e 20.000 decessi. Sono numeri che parlano da soli, e che spiegano perché le linee guida internazionali abbiano inserito anche questo vaccino tra le raccomandazioni di routine per i soggetti più a rischio. Lo stesso vale per l'herpes zoster, una riattivazione del virus della varicella che può complicare la gestione di una patologia respiratoria già impegnativa.

Vaccinarsi significa prendersi cura di sé, certo, ma anche degli altri. Una persona protetta è un anello in meno nella catena del contagio ed è un aiuto concreto per chi accanto a lei vive con un sistema immunitario fragile, un bambino piccolo, un genitore anziano.

Sensibilizzare su questi temi, soprattutto in un'epoca in cui la disinformazione corre veloce, è una responsabilità che coinvolge tutti, sanitari, Associazioni di pazienti, media, cittadini e cittadine. La World Immunization Week, promossa dall’OMS e che si tiene ogni anno a fine aprile, è il momento giusto per farlo con voce chiara e con dati alla mano.

Chi convive con una malattia respiratoria può confrontarsi con il proprio pneumologo o medico di famiglia per costruire un calendario vaccinale su misura, tenendo conto dell’età, della terapia in corso e delle eventuali comorbilità, ossia altre patologie presenti. È un piccolo investimento che restituisce molto: meno episodi acuti, più stabilità, una vita quotidiana più libera di muoversi. Prevenire, in questo senso, è davvero un atto di cura.

La Redazione

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