La voce dei pazienti affetti da malattie respiratorie

ENTRA NELLA CONSULTA
Consulta della Pneumologia Consulta della Pneumologia
  • CHI SIAMO
  • REMaRe Insieme
  • CAMPAGNA
  • RESPIRA
  • INDAGINI
  • WEBINAR
  • CALENDARIO
  • CONTATTI
  • CERCA

 

21 Maggio 2026

BPCO: una malattia silenziosa che si può affrontare

INDICE
Che cos’è la BPCO
Sintomi principali
Perché la BPCO è una malattia fumo-correlata
Come si arriva a una diagnosi

 

Che cos’è la BPCO

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, conosciuta con l'acronimo BPCO, è una malattia infiammatoria cronica dei polmoni che riduce progressivamente la funzionalità respiratoria rendendo più difficile respirare. A causarla è un'ostruzione delle vie aeree che, a differenza di quanto avviene con altre malattie respiratorie, come l'Asma, non è reversibile. La BPCO una volta instaurata, tende a peggiorare nel tempo se non viene trattata adeguatamente.

Questa condizione comprende due quadri clinici spesso sovrapposti:

  1. la bronchite cronica, caratterizzata da tosse con catarro persistente per almeno tre mesi l'anno e che si presenta per due anni consecutivi;
  2. l'enfisema polmonare, in cui gli alveoli polmonari, piccole sacche presenti nella ramificazione finale dei polmoni (bronchi, bronchioli, alveoli) vengono progressivamente distrutti, riducendo la superficie polmonare dove avvengono gli scambi gassosi e l’ossigenazione del sangue.

Il risultato comune è sempre lo stesso: i polmoni faticano sempre di più a fare il loro lavoro.

In Italia, secondo i dati Istat, la BPCO riguarda circa il 5,6% della popolazione adulta, per un totale stimato di 3,5 milioni di persone. Nella fascia degli over-65, la prevalenza sale fino al 20% circa. Si tratta di una delle principali cause di mortalità per malattie respiratorie nel nostro Paese, responsabile di oltre la metà dei decessi in quest'area. Eppure, si stima che circa il 70% dei pazienti non abbia ancora ricevuto una diagnosi, spesso perché i sintomi vengono confusi con il normale invecchiamento o l'affaticamento quotidiano.

Sintomi principali

  • Tosse cronica e con catarro. La tosse è solitamente "grassa". Chi soffre di BPCO produce una quantità anomala di muco, che può essere limpido, bianco, giallo o verdastro. I polmoni cercano costantemente di liberarsi di questo eccesso attraverso la tosse. La differente colorazione indica la presenza o meno di infezioni batteriche in corso.
  • Dispnea (mancanza di fiato). È il sintomo più invalidante. All'inizio si manifesta solo sotto sforzo (per esempio, salendo le scale o camminando velocemente). Con il progredire della malattia, la mancanza di fiato può comparire anche durante le attività quotidiane più semplici, come vestirsi o lavarsi, fino a presentarsi persino a riposo.
  • Respiro sibilante o fischio. Durante l'espirazione si può avvertire un rumore simile a un fischio, un sibilo o un ronzio, causato dal passaggio dell'aria attraverso le vie respiratorie infiammate e ristrette.
  • Senso di oppressione al petto. Molti pazienti descrivono una sensazione di costrizione, pesantezza o fastidio diffuso nella zona del torace, legata alla fatica che i muscoli respiratori devono fare per far entrare e uscire l'aria dai polmoni.

Perché la BPCO è una malattia fumo-correlata

Il fumo di sigaretta è il principale responsabile della BPCO. Le sostanze tossiche contenute nel fumo scatenano una risposta infiammatoria cronica all'interno delle vie aeree: i bronchi si irritano, si inspessiscono, producono muco in eccesso. Nel tempo, questa infiammazione persistente danneggia i tessuti polmonari in modo irreversibile. Si stima che tra il 15 e il 50% dei fumatori sviluppi BPCO nel corso della vita, una forbice ampia che riflette la variabilità individuale legata anche alla predisposizione genetica.

È importante sapere però che il fumo non è l'unico fattore di rischio. L'esposizione prolungata a polveri, vapori chimici e inquinanti ambientali, sia in ambito lavorativo che domestico, può contribuire allo sviluppo della malattia. Nei non fumatori, la BPCO da cause occupazionali rappresenta una quota significativa dei casi. Esiste poi una componente genetica rilevante: il deficit di alfa1-antitripsina, una proteina che protegge i polmoni dall'azione distruttiva dell'infiammazione, è la causa genetica più conosciuta.

Smettere di fumare rimane il primo e più efficace intervento terapeutico: anche quando la malattia è già presente, la sospensione del fumo rallenta in modo significativo la progressione del danno polmonare e riduce il rischio di riacutizzazioni.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di BPCO si costruisce su tre elementi fondamentali: una storia di esposizione a fattori di rischio (in primo luogo il fumo di sigaretta), la presenza di sintomi respiratori cronici come tosse, produzione di catarro e fiato corto, e la conferma strumentale di un'ostruzione bronchiale non reversibile.

Lo strumento cardine per la diagnosi è la spirometria, un esame semplice, rapido, non invasivo e ripetibile. Il paziente respira all'interno di un dispositivo chiamato spirometro, che misura la quantità d'aria espirata e la velocità con cui avviene. Nei pazienti con BPCO, il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV1) e il suo rapporto con la capacità vitale forzata (FVC) risultano ridotti. Un elemento chiave che distingue la BPCO dall'Asma è che questa ostruzione non migliora significativamente dopo la somministrazione di un broncodilatatore, ossia di un farmaco che dilata la muscolatura dei bronchi.

Oltre alla spirometria, il medico può richiedere ulteriori accertamenti per definire la gravità della malattia o escludere altre condizioni: una radiografia o una TC del torace per valutare l'eventuale presenza di enfisema, un'emogasanalisi arteriosa per misurare i livelli di ossigeno nel sangue, esami del sangue per individuare stati infiammatori o alterazioni come il deficit di alfa1-antitripsina.

La diagnosi precoce è fondamentale perché intervenire nelle fasi iniziali permette di rallentare la progressione e migliorare sensibilmente la qualità della vita.

Chiunque abbia più di 35-40 anni, fumi o abbia fumato, o sia stato esposto a lungo a sostanze irritanti per i polmoni, e presenti tosse cronica, catarro o affanno sotto sforzo, dovrebbe parlarne con il proprio medico e valutare l'esecuzione di una spirometria.

La Redazione

Segreteria Consulta della Pneumologia
Phone +39 02 36590350
Mobile +39 366 6738597
segreteria@consultapneumologia.it

Segui la Consulta della Pneumologia sui social

Non perdere gli aggiornamenti della Consulta della Pneumologia
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Termini e Condizioni d’Uso | Privacy policy

Copyright © 2026 Consulta della Pneumologia. Tutti i diritti riservati.



powered by sintex servizi s.r.l.