La proposta arriva da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), Fondazione Umberto Veronesi, nasce con l'obiettivo di ridurre drasticamente – com’è già accaduto in Francia e in Irlanda – il numero di fumatori, prevenendo così le patologie respiratorie – croniche o meno – che si confermano in continua crescita.
Il progetto mira a introdurre “una accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione”.

A un mese dal lancio, la campagna per la proposta di legge d’iniziativa popolare ha già superato il 50% delle firme necessarie, con oltre 26.000 adesioni raccolte attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, dove è possibile firmare accedendo mediante SPID, CIE o altri metodi certificati per raggiungere l'obiettivo delle 50.000 firme da consegnare al Parlamento.

La Consulta della Pneumologia sostiene con forza questa battaglia di civiltà, ricordando che in Italia il fumo causa oltre 93.000 decessi annui e rappresenta il principale fattore di rischio per patologie respiratorie croniche come la BPCO e l'asma, oltre ad essere la causa primaria di numerosi tumori. Il fumo non colpisce solo i polmoni, ma sottrae tempo vitale: per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Con costi sociali e sanitari che superano i 26 miliardi di euro, la proposta mira a rendere il fumo meno accessibile, soprattutto per quel 10% di under 19 che già fuma regolarmente. Un rincaro deciso potrebbe abbattere i consumi del 37%, generando al contempo un gettito tra 800 milioni e 7 miliardi di euro da destinare interamente al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale

L’efficacia di questa strategia è confermata dai risultati ottenuti in altri Paesi europei: in Francia, tra il 2017 e il 2025, il prezzo medio delle sigarette è aumentato da 7,05 a 13 euro, portando il numero dei fumatori dal 27% al 18%; parallelamente, in Irlanda, il passaggio da 13 a oltre 15 euro ha ridotto la platea dei fumatori dal 23% al 18%. In Italia, dove attualmente il 24% degli adulti fuma regolarmente, contrastare il tabagismo attraverso la leva economica è diventata una priorità di sanità pubblica.

La mobilitazione ha già unito 42 società scientifiche e i principali centri di cura italiani. Siamo ormai a metà percorso ed è fondamentale l’impegno di ogni cittadino e operatore sanitario per raggiungere il traguardo finale. Per ulteriori dettagli sulla proposta di legge e per partecipare alla raccolta firme, è possibile consultare la pagina ufficiale della campagna all'indirizzo https://5eurocontroilfumo.it, ricordando che la salute dei nostri polmoni e l’efficienza del nostro SSN dipendono da questo sforzo collettivo.
L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo.