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21 Maggio 2026

Fumo di sigaretta: cosa accade davvero al nostro corpo

INDICE
Una dipendenza che pesa sulla salute pubblica
Cosa contiene davvero una sigaretta
Le principali malattie fumo-correlate
Il fumo passivo: un rischio che riguarda tutti e tutte
Smettere fa bene a ogni età

 

Una dipendenza che pesa sulla salute pubblica

In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, il fumo di tabacco è responsabile di oltre 93.000 decessi ogni anno: il 20,6% di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% tra le donne. A livello globale l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima circa 8 milioni di morti l'anno collegate al tabacco, di cui oltre 1,6 milioni causate dall'esposizione al fumo passivo. I dati Istat del 2024 mostrano che tra gli italiani sopra gli 11 anni di età quasi una persona su cinque è fumatrice (18,6%), una quota leggermente diminuita rispetto al 2024 (19,2%). Sono numeri che parlano di sanità pubblica ma raccontano anche le difficoltà quotidiane di chi convive con una dipendenza e di chi vorrebbe smettere senza sapere come iniziare. Il tabacco è riconosciuto come causa accertata o probabile di almeno 27 malattie diverse, tra cui patologie respiratorie croniche, tumori, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici.

Cosa contiene davvero una sigaretta

Quando una sigaretta brucia, la combustione libera oltre 4.000 sostanze chimiche. Tra queste, L'International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’OMS ha classificato circa 80 composti come cancerogeni certi per l'essere umano. Sono nomi che dicono poco al lettore comune ma molto agli esperti: benzopirene, monossido di carbonio, catrame, formaldeide, arsenico, nichel, ammoniaca, acido cianidrico, persino radionuclidi come polonio-210 e piombo-210. Alcuni danneggiano direttamente il DNA delle cellule. Altri interferiscono con i meccanismi che l'organismo utilizza per ripararlo. Altri ancora paralizzano le piccole ciglia che rivestono le vie respiratorie e che normalmente espellono polveri, batteri e impurità dai polmoni. La nicotina, invece, è un alcaloide che agisce sul sistema nervoso centrale e sul cuore, creando una dipendenza fisica e psicologica che rende lo smettere così complicato.

Le principali malattie fumo-correlate

Il polmone è l'organo più direttamente colpito. Secondo i dati di Fondazione “Umberto Veronesi” circa il 33% dei tumori riconducibili al fumo tra tutti i nuovi casi in Italia. Il rischio oncologico si estende però a molti altri tessuti: cavo orale, faringe, laringe, esofago, pancreas, vescica, rene, fegato, colon, stomaco, cervice uterina e alcune leucemie sono fra i tumori più frequentemente associati al tabagismo. Sul fronte respiratorio, il fumo è il principale responsabile della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una malattia infiammatoria progressiva che in Italia interessa circa 3,5 milioni di persone.

Il danno coinvolge in modo importante anche il sistema cardiovascolare. I fumatori hanno un rischio di sviluppare cardiopatia ischemica, infarto miocardico e ictus che è da 2 a 4 volte superiore rispetto a chi non fuma. Il monossido di carbonio riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno, la nicotina aumenta frequenza cardiaca e pressione arteriosa, mentre l'infiammazione cronica indotta dal fumo accelera l'aterosclerosi, ossia il processo che restringe e irrigidisce le arterie. A queste patologie si aggiungono diabete di tipo 2, osteoporosi, ridotta fertilità maschile e femminile, complicazioni in gravidanza, peggioramento dei sintomi nelle malattie autoimmuni e disfunzione erettile.

Il fumo passivo: un rischio che riguarda tutti e tutte

L'esposizione involontaria al fumo di tabacco rappresenta un pericolo reale anche per chi non ha mai acceso una sigaretta. Le evidenze raccolte dall'Istituto Superiore di Sanità indicano che il fumo passivo aumenta del 25-30% il rischio di malattia coronarica e del 20-30% quello di tumore al polmone. I bambini esposti al fumo in casa presentano una frequenza maggiore di infezioni respiratorie, attacchi d'asma, otiti ricorrenti e sono più vulnerabili alla sindrome della morte improvvisa del lattante. La quantità di sostanze tossiche presenti negli ambienti chiusi, in particolare casa e automobile, raggiunge concentrazioni molto elevate anche dopo poche sigarette. L'unica forma efficace di tutela per i non fumatori, soprattutto bambini e persone con patologie respiratorie, resta l'eliminazione del fumo dagli spazi condivisi.

Smettere fa bene a ogni età

Una notizia incoraggiante riguarda la capacità del corpo umano di recuperare in tempi sorprendentemente rapidi. Entro 20 minuti dall'ultima sigaretta, pressione arteriosa e frequenza cardiaca iniziano a tornare verso valori più sani. Dopo 24 ore i livelli di monossido di carbonio nel sangue si normalizzano e si riduce il rischio di infarto acuto. Nei primi mesi la funzionalità polmonare migliora, le ciglia bronchiali si rigenerano e l'apparato respiratorio ritrova progressivamente la capacità di difendersi dalle infezioni. A un anno dalla cessazione, il rischio di cardiopatia coronarica si dimezza rispetto a quello di un fumatore. A cinque anni, il rischio di ictus si avvicina a quello di chi non ha mai fumato. In chi smette di fumare il rischio di tumore del polmone si riduce progressivamente nel corso dei 10-15 anni successivi, con un vantaggio in termini di anni di vita guadagnati soprattutto per chi smette di fumare prima dei 40 anni.

I benefici si osservano a qualsiasi età. Anche chi smette dopo i sessant'anni guadagna anni di vita e migliora la qualità del proprio quotidiano, con una riduzione della tosse cronica, della dispnea e delle riacutizzazioni respiratorie. Per chi convive già con una patologia cronica, smettere di fumare è il primo intervento terapeutico, capace di rallentare la progressione della malattia e di rendere più efficaci le terapie.

Smettere da soli è possibile ma può essere difficile, perché la dipendenza dal tabacco coinvolge contemporaneamente la sfera fisica, psicologica e comportamentale. In Italia sono attivi su tutto il territorio i Centri Antifumo, dove è possibile costruire un percorso personalizzato che può includere counseling motivazionale, terapia farmacologica e supporto psicologico. È disponibile anche il Telefono Verde contro il Fumo dell'Istituto Superiore di Sanità (800 554088), un servizio gratuito, anonimo e gestito da operatori specializzati.

Se fumi, o se sei stato un fumatore, parlarne con il proprio medico è il modo migliore per costruire un piano realistico, sostenibile e adatto alla propria storia personale. Ogni sigaretta in meno è una scelta che il corpo riconosce e premia.

La Redazione

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